Come creare una startup nel settore abbigliamento? Lo scopriremo grazie ai consigli di Imran Amed di businessoffashion.com.

Molti giovani designer si chiedono come creare una startup nel settore abbigliamento e hanno fretta di aprire una propria azienda, attratti dal fascino del mondo della moda. Anche in Italia esistono storie positive di giovani talentuosi che hanno ottenuto fama e fortuna, ma ce ne sono altrettante, se non in numero maggiore, di attività fallite e speranze disattese che costituiscono la dura realtà del settore.

Molti designer sono soliti chiedere: “Devo mettermi in proprio o devo andare a lavorare per una grande casa di moda?” In realtà, la risposta giusta dipende da te e dai tuoi scopi. È bene perciò porsi alcune domande per essere sicuri di fare la scelta giusta.

 

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La prima cosa da chiedersi è “Ho davvero intenzione di gestire un’attività?”

Belle persone, party divertenti, voli di fantasia e creatività: cos’altro si può desiderare da una carriera? In realtà non è tutto come sembra. Gestire una startup nel settore abbigliamento significa impacchettare alle due di notte, stirare abiti di continuo e gestire ricevute e fatture. È probabile che tu ti possa ritrovare a trascorrere meno del 10% del tuo tempo a disegnare capi, mentre nel restante 90% dovrai gestire la produzione, inviare abiti alle riviste, avere a che fare con i fornitori da pagare, pregare persone in vista per un appuntamento, gestire i dipendenti sperando che non si ammalino mai, e nel frattempo cercare di mangiare e lavarti. E sopratutto, dovrai preoccuparti di riuscire a guadagnare qualcosa da tutto questo duro lavoro. Mangerai, vivrai e respirerai lavoro 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Se credi di potercela fare, allora puoi continuare a leggere.

 

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Avviare un qualsiasi tipo di attività richiede tenacia, resistenza e dedizione. Creare una startup nel settore dell’abbigliamento è ancor più difficile perché è un’industria iper-competitiva (in quanti vogliono diventare stilisti al giorno d’oggi?) e molto complessa, anche a livelli più bassi. Quali altre startup si ritrovano ad avere a che fare con clienti e fornitori sparsi per il mondo, con una tale richiesta di coordinamento e organizzazione? Avere tutti i materiali dei quali necessiti (tessuti, decorazioni, articoli di merceria…) pronti per l’uso per avviare una produzione e mandare il prodotto in diverse parti del mondo (ognuna delle quali avrà un diverso regolamento doganale) nell’arco di mesi può diventare un incubo, anche per chi si porta avanti con il lavoro ed è pronto a risolvere i problemi.

Appare lampante quanto una delle chiavi del successo sia la capacità imprenditoriale e l’impegno nel gestire un’attività. Per avere successo devi immaginarti prima come CEO e, solo in un secondo momento, come designer. Un CEO è un manager che gestisce persone, risorse e processi. Perciò, avrai molte responsabilità e dovrai intraprendere parecchie decisioni ogni giorno. I tuoi affari dovranno essere il tuo interesse principale.

Per alcuni questa prospettiva è estremamente entusiasmante ed energizzante. Per altri invece è un incubo. A quale di queste due categorie appartieni?

 

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Poi devi chiederti: “Ho già le capacità i contatti e i fondi necessari per creare una startup nel settore abbigliamento?”

Chiaramente, non sarai in grado di fare tutto da solo. Ecco perché devi trovare altre persone che credano in te e si uniscano al tuo team o ti aiutino in altri modi. Cerca di capire quali sono le tue capacità e cosa ti manca, riuscirai a comprendere in che modo gli altri potrebbero aiutarti.

Forse pensi che avendo conseguito un titolo di studio non hai nulla da imparare. Eppure il processo di design in un’azienda è diverso da quello che succede in una scuola, dove non devi preoccuparti di nulla che non sia il prodotto finale. Gestire una startup nel settore dell’abbigliamento significa sviluppare e seguire un processo creativo organizzato che sia adatto a te e a chi lavora con te. Uno dei vantaggi dei designer che hanno già lavorato presso grandi case di moda è che hanno avuto modo di vedere e imparare come si organizza l’attività sin dall’inizio. Seguire una metodologia molto chiara è fondamentale per trarre il meglio dalle tue capacità. Se non pensi di avere queste capacità, forse è meglio impiegare del tempo a imparare dagli altri.

 

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Come creare una startup nel settore abbigliamento? Primi passi.

Oltre a padroneggiare il processo di design, molti preferiscono trovare un socio in affari fidato, qualcuno in grado di mettere in campo delle qualità che ci mancano. A volte può essere un partner (Patrizio Bertelli è il marito di Miuccia Prada), un fratello o una sorella, o un amico a ricoprire questo ruolo. In tal modo, non solo avrai qualcuno a cui rivolgerti in caso di difficoltà, ma avrai anche la possibilità di suddividere i ruoli, permettendoti di concentrarti sugli aspetti creativi della tua attività.

Avrai anche bisogno di trovare delle persone nel settore che ti offrano supporto e siano disposte a lavorare con te. Avrai bisogno di un addetto alle pubbliche relazioni che sia disposto a offrirti i suoi servizi a titolo quasi gratuito in fase iniziale e una fabbrica che produca i tuoi abiti in piccole quantità. Poi ti serviranno contabili, avvocati, stilisti, fotografi, grafici, manager e tirocinanti, meglio se a un prezzo scontato. Devi dunque chiederti se hai già una serie di contatti che puoi sfruttare per far sì che la tua attività vada avanti. Se non fosse così, devi incontrare le persone che ti aiuteranno a partire col piede giusto, con un solido team alle spalle.

Poi c’è la questione dei soldi, a meno che tu non sia già ricco. Ci sono molte fonti di finanziamento, ma ogni fonte richiede tempo e sforzi affinché produca i suoi frutti. Amici e parenti sono ovviamente un buon punto di partenza, ma dovrai imparare a rivolgerti alle banche per dei prestiti, e cominciare a valutare l’intervento di eventuali investitori. Perché, ahinoi, puoi avere un ottimo concept aziendale, un team meraviglioso e tutta l’energia del mondo, ma senza risorse economiche ti sarà difficile andare avanti. Puoi anche valutare borse di studio, sponsorship e premi resi disponibili da varie organizzazioni per alimentare le tue attività e il tuo talento.

 

Infine devi chiederti: “Ho qualcosa di unico da offrire al mercato?”

Se c’è un aspetto fondamentale che val la pena di ricordare prima di creare una startup nel settore abbigliamento, è di realizzare con cura il tuo concept aziendale. Cos’è che renderà unica la tua azienda? Perché le persone dovrebbero preferire i tuoi prodotti a quelli di altri? Per via dello stile, del prezzo, del valore o dell’immaginario che stanno acquistando?

Devi pensare attentamente agli obiettivi del tuo lavoro: “Per chi stai disegnando? E perché?”. La maggior parte delle volte i giovani designer non sanno rispondere o si limitano a dire “Disegno per me e per i miei amici” o “Per una donna affascinante e molto ricca”. Non basta. Devi metterti nei panni dei tuoi clienti e capire cosa li attira. Dove trascorrono il proprio tempo e per quali occasioni li vestirai? Per quale motivo acquistano un capo? Cerca di comprendere la loro psicologia, i bisogni emotivi e il rapporto con il vestiario. Visualizza ogni aspetto della loro vita e cerca di capire cosa puoi fare per migliorarla.

Considera anche la possibilità di non dover per forza rivolgerti al settore lusso, anche se pare che ogni designer punti alla fascia più alta. Ricorda, il tuo concept aziendale deve offrire un valore aggiunto al cliente, e quel valore può anche essere rappresentato da capi ben disegnati a prezzi ragionevoli. Pensa a Zara o H&M, aziende che sono riuscite a portare l’alta moda alle masse. Non si guadagna solo con i capi di lusso, le più grandi catene di negozi vendono capi economici in ogni angolo del mondo, anche nel centro commerciale più vicino a te.

 

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